mercoledì 5 aprile 2017

CARAMELLE DALL’ARCHIVIO /42: “SPILAMBERTO BEL PAESE”


Per la poesia di “Raffaello” Lambertini, pubblicata la scorsa settimana, si è scelto di inserire l’immagine de “ al pordeg” dove si trovava “la drogheria dla Celestina”.
Oggi vogliamo ricordare una canzone composta da Astro Zanetti, da poco scomparso, che illustra il nostro “bel paese” e che ricorda anche quel portico.
Il nostro compaesano canta un aspetto profondo, una dimensione del paese piccola, leggera, ma ricca di intimità e di affetto. Le donne sono belle bambine, un complimento esplicito, e “al pordeg ed la Celestina” pur non rintracciabile in google map, indica una topografia paesana, rappresentata da una figura reale entrata nell’immaginario spilambertese: un personaggio locale, una bottega d’angolo, un portico, un luogo d’incontro.
Il nostro “Ponte non è di Bassano”, “non c’è Duomo, non è di Milano”, ma sostiene che Spilamberto è... un bel paese! Pur iniziando la canzone con negazioni ci porta a valutarlo: il paese è lontano dai grandi stereotipi, non ha bellezze paesaggistiche ed artistiche famose. La sua, la nostra Spilamberto, non è una cartolina da depliant turistici. Tutto questo però non è presentato come negativo, non è visto come una diminuzione di valore.
Spilamberto Spilamberto qui la vita si vive all’aperto”. Astro mette il bel paese in rima con questo aggettivo e ci spinge a varie interpretazioni al di là della sua apparente semplicità. Vivere all’aperto rappresenta per prima cosa un riferimento al bel clima, alla predisposizione ai contatti sociali, all’amicizia, all’incontro. Coglie però anche un aspetto più profondo del paese, quello di un luogo da sempre posto su un confine, perciò di contatti, di scambi; luogo di intrecci, di apertura e di dialogo.
Bel paese gentile e cortese dove ognuno è conte o marchese”, “ la Rocca, le torri, un Torrione” sono l’orgoglio di un passato importante, di una storia rilevante che si legge ancora negli edifici, nelle chiese, in tutto il territorio.
Nella canzone c’è tutto il nostro paese, un paese non perfetto, ma caldo, aperto, socievole, con proprie ricchezze “grandi aceti, lambruschi, sapori”, dove i piaceri del palato minimizzano le carenze “ma pochi dottori”.
Forse, però, la scarsità dei dottori non indica una mancanza, ma il pregio di un luogo salutare di gente sana che, canta Astro, in tono lievemente risentito, non è “gente strana”!

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