mercoledì 17 maggio 2017

SPILAMBERTESI DA RICORDARE / 7°: TERESA MONTI


(Lapide posta sulla casa dove visse e morì la Direttrice didattica Teresa Monti, via S. Adriano, 33.)



Una “scuola di vita” di fronte alla scuola: Teresa Monti


Nei giorni di scuola è tutto un pullulare di macchine che parcheggiano, scaricano i ragazzi e ripartono. Si tratta di un ampio piazzale, un parcheggio pubblico sul lato destro di via Marconi, che serve l’Istituto Comprensivo Severino Fabriani e la Scuola Materna Maria Quartieri. Da molto tempo era uno spazio senza denominazione. Per questo, con delibera n°. 10 del 17/02/2014, la Giunta Comunale delibera con voti unanimi “di denominare il Piazzale adibito a parcheggio, limitrofo al Polo Scolastico, “Piazzale Teresa Monti”, Maestra e Direttrice didattica (1879-1955), denominazione che si adatta perfettamente al luogo essendo il piazzale limitrofo al Polo scolastico del capoluogo”.
Ma chi era Teresa Monti?
Si era dedicata tutta la vita all’insegnamento dei giovani, soprattutto quelli economicamente svantaggiati. Alla sua morte, oltre a un lascito alla Casa di Riposo, donò alla Parrocchia la sua abitazione in via S. Adriano, 33. Con questa eredità la Parrocchia poté acquistare l’Asilo di via Marconi.
La grandezza d’animo di Teresa non si espresse soltanto nell’amore per l’insegnamento e nelle  donazioni. Lei, cattolicissima, personaggio pubblico e non attivista in campo politico, associò a questo valore anche un notevole coraggio: diede rifugio nella sua abitazione all’ex Sindaco socialista, Armando Sassatelli, che, dopo aver subito un violento pestaggio, era soggetto a continui attacchi, soprusi ed umiliazioni da parte dei fascisti. Anche quando Teresa Monti lo sistemò con la moglie e il figlioletto nel sottotetto della sua abitazione continuarono le vessazioni. Teresa mantenne l’accoglienza ad Armando nonostante i sassi e le pietre che venivano lanciati alle finestre di ogni appartamento della casa, rompendo vetri ed imposte, mentre nella notte voci maschili, interrotte da sguaiate risate, cantavano canzoni beffarde ed umilianti.
La titolazione della piazza e la lapide sulla casa che fu della Monti sono “l’albero dei giusti” che il paese ha piantato per ricordare l’esempio di questa concittadina.

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