mercoledì 21 gennaio 2015

NOTIZIE DALL'ARCHIVIO / 7: CLASSE II MEDIA: VIAGGIO NEL TESSUTO PROTOINDUSTRIALE DELLA SPILAMBERTO DI BIANCA RANGONI


Seconda puntata: un caso di spionaggio industriale nel lontano ‘600

La marchesa Bianca, dopo aver introdotto nel paese la cartiera, diede avvio anche all’industria della “Concia”, la lavorazione delle pelli di mucca, e alla “Filanda”. Era l’inizio del ‘600, e per quest’ultimo opificio venivano sfruttate le acque del “Canalino” che, appositamente costruito per volere della “Signora”, attraversava l’antico Castello.
Il Filatoio produceva il filo di seta che, avvolto in matasse, veniva esportato per essere tessuto. L’opificio è rimasto in funzione fino alle soglie della Seconda guerra mondiale, con grande vantaggio per i tanti che vi lavoravano, non soltanto spilambertesi.
Il modo in cui si ricava il filo di seta meraviglia i ragazzi, che ascoltano attentamente ed intervengono con osservazioni e domande: il baco emette una bava che si consolida nel filo formando il bozzolo, dentro al quale questa larva si protegge.
I bachi venivano tenuti sulle “arelle”, nei sottotetti, con foglie di gelso (cibo di cui si nutrivano). Attorno alla metà di giugno il bozzolo, pronto, veniva venduto sotto il portico, il “Pavaglione”, dell’antico Palazzo Rangoni (ora detto “Portico di Bondi”). Questo mercato era già attivo nel Cinquecento.
Una delle operazioni per ottenere il prezioso filo di seta consisteva nell’immergere i bozzoli (i “filugelli”) nell’acqua bollente e occorrevano movimenti delicati delle mani per dipanare il filato, quindi quelli di donne e bambini, che lavoravano dall’alba al tramonto (12/14 ore) e spesso si ammalavano.




Ma come è giunta la tecnica di produzione da noi? Nella nostra Spilamberto?
La Marchesa, sempre Lei!, fece venire in gran segreto il filatore Ugolino da Bologna, “Ugolino filatogliere”, perché rivelasse i segreti dei filatoi bolognesi, allora all’avanguardia. L’operazione riuscì brillantemente, il filatoio fu impiantato, ma ... il “traditore” fu scoperto. Oggi se la sarebbe cavata con una multa, allora invece finì impiccato dai bolognesi. L’esempio doveva servire ai futuri malintenzionati!
Spilamberto, quindi, avviò una fiorente attività anche se frutto di un sotterfugio: uno storico esempio di spionaggio industriale!

Nessun commento:

Posta un commento