mercoledì 4 aprile 2018

POLVERE D’ARCHIVIO, POLVERE DA SPARO / 1

Visita alla polveriera di Spilamberto nel 1769


(Mappa conservata presso l’Archivio di Stato di Modena)



Ci fa da guida un inventario dell’epoca.
A sinistra della strada maestra che da Spilamberto conduce a Vignola s’incontra un viottolo che guida ad un grande portone di pioppo a due ante, sostenuto da pilastri di mattoni con quattro cardini e chiuso da un catenaccio di ferro: inizia qui la proprietà della Serenissima Ducale Camera. All’interno della zona recintata si trovano 5 fabbriche: il “pistrino” San Pellegrino, una casa ad uso digranitora” e magazzino, il “pistrino” Sant’Anna e due caselle per gli operai. Il recinto è formato a nord da una siepe viva di circa 15 metri e per il resto dal canale, a ovest e sud pure da una siepe viva e ad est dal nuovo canale per il “pistrino” San Pellegrino, realizzato nell’anno corrente 1769.

PISTRINO S. PELLEGRINO fabbricato nell’anno corrente 1769 (indicato A nella mappa)
L’edificio ha forma rettangolare e misura circa 7x5 metri. Sulla facciata nord, sopra la porta e l’unica finestra, si legge a grossi caratteri rossi il nome “San Pellegrino”; sempre sulla facciata si apre un pozzo per l’appoggio del “fuso” (l’albero motore) che trasmette il moto dal canale ai macchinari.
Esternamente la fabbrica è alta meno di 4 metri, ma all’interno risulta più ampia in quanto in parte seminterrata; vi si accede infatti scendendo una scala di pietra di sette gradini. Altre due finestre si aprono sulle pareti est e sud.

PISTRINO S. ANNA fabbricato nell’anno 1763 (indicato D nella mappa).
Il “pistrino” si è incendiato varie volte ed è stato ricostruito da Taddeo Savani. Sulla facciata si legge il nome “S. Anna”; sulla parete sud si trova un pozzo per l’appoggio all’asse del “fuso” (l’albero motore) dell’edificio, continuamente azionato da un piccolo acquedotto che scorre sottoterra verso il basso da sud verso nord.
La fabbrica ha la forma di un quadrato di circa 5 metri per lato.

CASELLA PER GLI OPERAI DEL PISTRINO S. PELLEGRINO (indicato C nella mappa).
La casella è di fabbricazione nuova (1769) e ha il suo ingresso a nord, mediante una porta di pioppo chiusa da una serratura. Sulla parete orientale si trova un camino rustico con un piccolo focolare.
L’altezza dell’edificio è alla sommità pari a oltre 3 metri.

CASELLA PER GLI OPERAI DEL PISTRINO S. ANNA (indicata E ella mappa).
Fabbricata nel 1763, questa casella, di forma pressoché quadrata, presenta sulla parete nord la porta di ingresso, una finestra e un piccolo finestrino; l’unica altra finestra si trova sul lato meridionale. È più bassa rispetto agli altri edifici, non raggiungendo i 3 metri alla sommità.

GRANITORA” (indicata B nella mappa).
La “granitora” è il luogo in cui la polvere, ancora nella forma di un impasto umido, viene ridotta in grani. Questa fabbrica fu costruita nel 1763 e serve entrambi i “pistrini”. Quando era presente il solo “pistrino” detto di Sant’Anna, consisteva in una camera a pianterreno e altra superiore con portico a mezzogiorno. Dopo l’erezione del “pistrino” di S. Pellegrino nel 1769, la “granitora” è stata ampliata costruendo un secondo locale ad uso magazzino di carbone.
All’angolo nord della facciata occidentale della fabbrica si trova una scala che conduce al secondo piano, parte in mattoni parte in legno di rovere e coperta da un tetto sostenuto da due travicelli perpendicolari.
L’edificio è alto circa 6 metri, lungo 8 e largo 6; il portico è lungo oltre 6 metri e largo circa 3.

Nel loro complesso, gli edifici e i capitali sono valutati circa 1.300 lire modenesi.

Nella mappa è inoltre indicato con F un ponte provvisorio, con G il canale S. Pietro, con H il canale derivato dal S. Pietro che porta l’acqua al “pistrino” S. Pellegrino. Si possono poi notare la “carrata” (carreggiata) che dalla Vignolese conduce al “pistrino” e l’indicazione dei proprietari confinanti: a est e ad ovest Bonetti, a nord Pasqualini.

In una prossima caramella la visita proseguirà dentro gli edifici.

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