lunedì 16 marzo 2015

CARAMELLE DALL'ARCHIVIO / 13: VEDO DOPPIO EPPUR SON SOBRIO: SPILAMBERTO E LA CABALA DEL DUE

Prima parte


Incontriamo il DUE già analizzando il nome “spinum Lamberti”.
Il paese è legato al numero DUE, che ben presto si rivela un segno di rivalità, opposizione, divisione; certo non di amicizia e fraternità.

Vediamo alcuni di questi “doppi”.

1°. Prima della costruzione del Castello, il territorio, che si qualificava con lo stesso nome “spinum Lamberti”, comprendeva oltre al desolato e desertico “spinum” anche quello che i documenti chiamano “Verdeta”, un giardino ricco di vegetazione, acque e selvaggina dove il re cacciava.

2°. La prima comparsa del nome del paese vede a confronto, quasi in “lotta”, DUE documenti degli inizi dell’ XI secolo:
- un manoscritto nonantolano, un testo in poesia in cui compare Lamberti spina;



 - un diploma dell’imperatore Corrado II in cui troviamo scritto “Spinalãberti”;





3°. DUE anime accompagnano Spilamberto nel corso della sua storia.
Nel passato il territorio era diviso tra l’Abate di Nonantola e il Vescovo di Modena; quest’ultimo esercitava inizialmente il suo potere su San Vito e Corticella. 
Altro sdoppiamento territoriale lo ritroviamo nella posizione del paese, continuamente situato su un confine: in un primo tempo tra Longobardi e Bizantini, ed in seguito tra Impero e Papato.
In tale contesto i conflitti e le scaramucce non mancavano, come pure le fiorenti attività di contrabbando e le frequenti scappatelle di ragazzi e ragazze, incuranti degli “schieramenti partigiani”.
Fino al 1860 il confine rimase a dividere i DUE poteri di Modena e Bologna, le cui autorità politiche non potevano impedire “affari sottobanco e figli illegittimi” di chi, per interesse o per amore, non si sentiva partecipe di questa disputa.

Ora vi lasciamo e arrivederci alla seconda parte de “La cabala del DUE”!

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