mercoledì 13 settembre 2017

IL GIGANTE SPINALAMBERTO, “BERTO PER GLI AMICI” / 2°


(Colline di confine tra i Comuni di Spilamberto e Castelvetro.
Oratorio della Santa Vergine Annunziata di Collecchio,
attuale giurisdizione parrocchiale di Ca’ di Sola.
Luogo in cui il “Gigante Berto” narrava ai ragazzi le sue storie.
Fotografia: raccolta privata.)



Le storie del “doppio”: “Una Spina nel cuore”, seconda puntata.


Link alla 1° puntata


[...] Un attimo e... quel frusciare della vegetazione, che aveva sospeso le parole di Berto, cessò, riportando viva l’immagine di quel servo, un uomo divorato dal dolore per l’amata e dalla rabbia nei confronti di chi l’aveva violata.
Berto riprese: «Molte le notti insonni i cui il servo aveva immaginato il momento della “sua giustizia”: quando si sarebbe presentata l’occasione? Quale arma usare? Come colpire? La spina velenosa, la spina. E aveva gustato nel sogno il piacere del colpo che avrebbe assestato, del sangue che scorreva, gli ultimi lamenti, il rantolo finale».
«Non aveva paura della punizione?», così la bambina dagli occhi a mandorla.
«Pregustando la vendetta non pensava al prezzo da pagare; lo sapeva, il delitto l’avrebbero scoperto, la pena non lo spaventava. Ed ecco là Lamberto, nella sua imprudenza, caduto inaspettatamente a terra, si offriva ai suoi piani. Su di lui, tra le ricercate orme del capriolo, il servo colpì con la spina avvelenata che affondò nel cuore di Lamberto. Il furore dell’odio aveva fatto una vittima reale. Un soddisfatto sguardo al corpo, la mano bagnata nel sangue impresse l’impronta sull’albero. I corni suonarono ripetutamente l’annuncio lugubre. Le trombe e lo scalpitio dei cavalli e dei carri accompagnarono il morto».
«E il servo?» chiese il bambino dalla pelle scura.
«Squartato? Torturato? Non si sa. Ma la sua storia è scritta dentro il mito del nome: la “spina di Lamberto”».
«Ma la maestra ce l’ha raccontata in modo diverso!» intervenne nuovamente il bambino dai capelli ricci.
«Anche a me hanno detto che Lamberto si era punto da solo!» si intromise con voce squillante un’altra bambina.
Berto tacque con un sorriso, lasciò libere le loro fantasie: non era una storia del doppio?
Da lontano parve giungere l’eco di quei corni... a valle le auto avevano iniziato il corteo del rientro domenicale.

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